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Archivio mensile:novembre 2012

L’ITALIA DEI DIRITTI PER BERSANI

presentazione documento “L’Italia dei diritti per Bersani”

APERICENA BIOLOGICA CON:

ANNA PAOLA CONCIA – Deputata Pd

ALESSANDRA MORETTI – Portavoce Comitato Nazionale di Pierluigi Bersani

AURELIO MANCUSO – Comitato DirittiXBersani

Moderano:

Marco Palillo, Responsabile Diritti e Innovazione GD ROMA
Fabrizio Leone, Responsabile Diritti Civili GD LAZIO

Partecipano:
Andrea Casu, Segretario PD Primo Municipio
Domenico Romano, Segretario GD ROMA
Eugenio Levi, Segretario GD LAZIO
Claudia Bastianelli, Segretaria nazionale FGS

L’evento si svolgerà alle ore 21.00 di mercoledì 21 novembre presso il Cinema Detour, Via Urbana 107 (Roma).

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Pubblicato da su novembre 21, 2012 in Uncategorized

 
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La nostra sfida per Pierluigi Bersani – Roma, 20 novembre, ore 17.30 al Circolo degli Artisti (Roma)

 
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Pubblicato da su novembre 19, 2012 in Uncategorized

 

La nostra sfida – Verso il 20 novembre

Le primarie della coalizione di centrosinistra rappresenteranno, per la nostra generazione, un punto di svolta centrale. In quell’occasione si dovrà scegliere il candidato premier del centrosinistra, figura che dovrà governare il nostro Paese in anni drammaticamente difficili.

In questa sfida noi, ragazzi cresciuti a Roma, provenienti dal Partito Democratico, saremo al fianco di Pierluigi Bersani.

L’idea di aprire un comitato per sostenere il segretario del Pd nasce dalla necessità di mettere al centro le idee e le prospettive pensate da una nuova generazione per la sua città e per il Paese. Riteniamo che l’altezza della sfida che abbiamo di fronte sia troppo grande per lasciarci prendere da discorsi retorici e fumosi, che vi sia il bisogno di passione, prospettiva, concretezza. Riusciremo a vincere questa sfida solo affrontando le due vere questioni nodali del nostro paese, ossia la questione sociale e quella democratica: questi sono i due grandi orizzonti su cui Bersani ed il Pd, devono compiere una vera e propria doppia rivoluzione, ridando dignità al lavoro e colmando i divari territoriali.

La crisi economica e l’enorme questione sociale da essa determinata non hanno fatto altro che alimentare il noto e diffuso senso di sfiducia dei nostri giorni. E’ crollato un modello di sviluppo che ha prevalso per oltre venti anni, non solo in Italia, ma in tutto il mondo; un modello costituito dalla cieca fiducia nel mercato e nell’economia della finanza, dalla flessibilità del lavoro come elemento imprescindibile della competizione, dalla demonizzazione del ruolo dell’intervento pubblico quale elemento regolatore dello sviluppo e della ricchezza dei paesi. Tutto questo è sfociato in una drammatica crisi salariale e occupazionale, aggravata dall’assenza di riforme strutturali, che hanno fatto sprofondare il Paese in uno stato d’impotenza, privo di meccanismi e di strumenti per reagire a una tale congiuntura.

Si è manifestata, in tutta evidenza, la sostanziale assenza di meccanismi di equità sociale che potessero consentire alle famiglie meno abbienti di sopportare il peso della crisi; anzi, più di altri, sono stati proprio questi ceti a pagare il prezzo più alto.

Sotto il secondo profilo, è necessario chiudere una pagina troppo lunga per l’Italia, iniziata con la vittoria di Berlusconi e conclusa dall’esperienza del governo dei tecnici. Il bisogno del leader carismatico e mediatico, opposto alla presenza di partiti radicati, la contrapposizione perpetuata tra “politici e politicanti” di professione e società civile, la necessità di un approccio postideologico e postidentitario all’analisi dei problemi della società, hanno determinato un clima di discredito e di sfiducia diffusa, tra i cittadini, verso la politica e le istituzioni democratiche, che sentiamo sulla nostra pelle tutti i giorni.

Sono l’incompiutezza e l’arretratezza dell’assetto istituzionale ed economico del Paese, figlie dell’assenza di scelte precise sulla prospettiva del Paese e sul suo sviluppo, a lasciarci in un guado nel quale rimarremo, con tutta probabilità, per molto tempo.

E’ su questo doppio binario che si gioca la sfida del Partito Democratico e di Bersani.

E’necessario offrire una prospettiva concreta per lo sviluppo del Paese, sapendo superare con decisione la stagione dell’attenzione esclusiva alla correttezza dei conti, propria del governo Monti, marcando, con grande coraggio, il nostro profilo progressista nel campo delle riforme sociali e istituzionali.

Dobbiamo, inoltre, dimostrare che esiste una classe dirigente, proveniente dai partiti politici, che riesce ad offrire soluzioni idonee ad affrontare gli enormi problemi che abbiamo di fronte.

Per questo la figura del segretario del Pd Pierluigi Bersani è la più titolata a ricoprire il ruolo di guida nel percorso che abbiamo di fronte.

Le stesse questioni devono essere al centro della discussione sul futuro governo della città di Roma. Noi pensiamo che la vittoria di Alemanno del 2008 non sia stata un semplice incidente di percorso nel corso della lunga stagione del centrosinistra, ma l’esplosione delle contraddizioni rimaste irrisolte nel pur positivo ciclo di governo cittadino. Il boom edilizio degli anni ’90 ha trasformato la rendita fondiaria nella prima fonte di ricchezza dell’amministrazione capitolina, generando una vera e propria economia di carta e di mattone che ha accresciuto i patrimoni immobiliari, piuttosto che l’economia reale, a discapito dei servizi al cittadino. In aggiunta, la stagione politica del 1993, cominciata sotto il segno delle riforme istituzionali, si è tradotta, a livello locale, solamente nell’elezione diretta dei sindaci senza lasciare altra traccia.

Nel corso di questo quindicennio sono sorti interi quartieri periferici privi di collegamento con le zone nevralgiche della città; luoghi in cui è aumentata, spesso, la conflittualità sociale, rispetto ai quali le istituzioni di prossimità (i Municipi) non hanno mai avuto poteri effettivi di intervento. Né l’impetuoso sviluppo economico di Roma dei primi anni 2000 ha svuotato le sacche di emarginazione sociale e civile che vediamo in troppe zone della città, sempre uguali a se stesse.

Nasce dall’incapacità di leggere e di dare soluzione a queste grandi trasformazioni, la fine del lungo ciclo di governo del centrosinistra.

La destra, insediatasi nel Campidoglio, ha risposto assumendo due atteggiamenti: uno sostanzialmente reazionario-corporativo rispetto alla gestione dell’amministrazione della Città; l’altro di tipo retorico-populista nel rapporto con i cittadini. Privi di capacità e competenze per governare oltre l’ordinario, si è gestito il rapporto con le forze imprenditoriali mediante un costante tentativo di svendita del patrimonio pubblico, invece che tramite un reale progetto di sviluppo, accusando, poi, i più diversi interlocutori di sterile ostruzionismo, nel caso di mancata riuscita di queste maldestre operazioni.

Una retorica – appunto – populista, in cui l’amministrazione si raffigura come priva di poteri esecutivi mentre, al contempo, apre la strada a fenomeni di malgoverno e clientelismo estremamente preoccupanti.

Per la profondità dei problemi e per la gravità dei danni procurati dal centrodestra, richiamarsi alla stagione del 1993 – 2008 non sarà sufficiente. Bisogna ricostruire una “visione”, investire sulla necessità di innovare e trasformare la classe dirigente del Partito Democratico di Roma, presente in maniera puntuale nella critica all’amministrazione Alemanno ma incapace di contrapporgli un progetto di governo della città alternativo ed avvertito dai cittadini. Riteniamo che questo circolo vizioso vada interrotto con decisione, e che il Partito Democratico, se vorrà veramente tornare al governo della città senza divenire succube dei poteri forti che in essa sono presenti, non abbia altra alternativa che ricominciare dai nodi insoluti. Si tratta di ripensare l’amministrazione, essere in grado di scuoterla e cambiarla mediante un progetto per governare la città con sempre meno risorse, si tratta di ridare fiato, autorevolezza, slancio all’attività delle forze politiche del centrosinistra, ed in primis del Partito Democratico, il solo Partito che possa riuscire in questa complicata operazione

A Roma, come nel Paese dunque, la questione sociale e quella democratica divengono le pietre miliari su cui avere l’ambizione di ripensare il mondo che ci circonda.

Per questo riteniamo che il Partito Democratico sia chiamato ad alcune scelte imprescindibili.

La sfida di cambiare il paese con Pierluigi Bersani, l’unica personalità in grado di eliminare il distacco tra politica e cittadini, non accarezzando il vento dell’antipolitica, ma con la serietà di chi si confronta con i problemi reali del paese, l’unica in grado di entrare con concretezza nel merito delle prospettive di sviluppo del nostro Paese e dei suoi giovani.

La sfida di una nuova e moderna democrazia dei partiti, più forti, più solidi, ma più popolari ed ancorati al rapporto con le persone. E’ solo opponendosi alla retorica che rappresenta la politica, i politici di professione ed i partiti quali elementi di conservazione, che riusciremo ad uscire dal pantano in cui ci troviamo, e a dare autorevolezza all’opera di governo del centrosinistra in una fase estremamente complicata.

La sfida, in ultimo, di costruire una nuova classe dirigente, che si caratterizzi per la capacità di lettura della realtà che la circonda e per le idee utili a trasformarla, anziché per un anonimo giovanilismo. Siamo consapevoli del lavoro che ci attende, svolgendo il nostro ruolo di militanti, dirigenti, amministratori, e non lo vogliamo fare da soli, ma come membri di una grande comunità.

Ti chiediamo di sottoscrivere questo appello e di venire all’appuntamento del 20 novembre al Circolo degli Artisti.

Sottoscrivono l’appello (in ordine alfabetico):

Domenico Romano, Mattia Altobelli, Alessandra Aluigi, Valerio Ambriola, Silvia Amplo, Sabrina Arleo, Federica Assanti, Simone Baldassari, Andrea Baldini, Alessandro Maria Baroni, Erica Battaglia, Andrea Bertoli, Pierpaolo Bellu, Stefano Bellu, Eleonora Benedetti, Francesca Biondo, Michele Bollino, Francesco Bonazzi, Giordano Bozzanca, Giulia Calamante, Antonio Caliendo, Niccolò Camponi, Emiliano Castellino, Federica Cenci, Julian Colabello, Emanuele Colazzo, Alexandre Lucas Cole, Flavio Conia, Lorenzo Continenza, Dario Corallo, Pasquale Corigliano, Marcello Corvo, Giulia Cretoni, Alessandro D’Alema, Francesco D’Alema, Valentina Desideri, Francesco Di Giovanni, Luca Di Traglia, Daniele Dolcini, Jacopo Emiliani Pescetelli, Edoardo Ercolessi, Alberto Falsone, Giorgio Fano, Rosa Ferraro, Luca Filippeschi, Benedetto Fucà, Andrea Gabrielli, Manuel Gagliardi, Giovanni Garufi Bozza, Diego Gavini, Ilaria Gelodi, Mario Giancotti, Tommaso Michea Giuntella, Andrea Gozzi, Simone Guerzoni, Valeria Guglielmino, Dino Lattuca, Eugenio Levi, Virginia Listanti, Pietro Giuseppe Liverotti, Francesco Magni, Federico Mancini, Paolo Marchionne, Manuele Marcozzi, Pietro Giulio Mariani, Camilla Mazza, Carlo Mazzei, Velia Mariconda, Bruna Messa, Federico Migliaccio, Chiara Muglia, Bianca Mularoni, Lorenzo Nardini, Andrea Orsini, Valerio Alberto Pagnotta, Marco Palillo, Livia Pallante, Daniele Palmisano, Carlotta Paoluzzi, Elisa Paris, Jacopo Patulli, Sarah Pelliccia, Alessandro Pillitu, Arianna Pino, Daphne Piras, Daniele Piva, Pierfederico Poli, Federico Pucillo, Enrica Quaranta, Sara Quaranta, Filippo Quattrocchi, Gaspare Quattrocchi, Stefano Rocca, Lorenzo Rossi, Marco Rossi, Enrico Sabri, Gabriele Scappaticci, Giovanni Seddaiu, Massimo Sestili, Guido Staffieri, Federico Stolfi, Giulia Tempesta, Cristina Valiante, Francesca Venanzi, Valeria Vitrotti, Enrico Vivona, Giulia Zuchegna.

Chiunque voglia sottoscrivere questo appello, può mandare una mail a giovaniperbersaniroma@gmail.com

 
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Pubblicato da su novembre 9, 2012 in Uncategorized

 

#20novembre, #savethedate

 

 
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Pubblicato da su novembre 5, 2012 in Uncategorized